Il tartufo diventa passione

 

La nostra passione per i tartufi nasce nel 1984, quando iniziammo a raccogliere il tartufo, fino ad avviare, nel 1997, una piccola azienda a gestione familiare.
L’approvvigionamento quotidiano garantisce la freschezza e la qualità del tartufo e la raccolta viene effettuata direttamente dalla famiglia.
Da allora, Ivano Passeri snc, garantisce la qualità del proprio prodotto, tramite la gestione di tutte le fasi della lavorazione del tartufo (dalla raccolta alla vendita sia al dettaglio che all’ingrosso) nella propria azienda usando esclusivamente tecniche artigianali.

Tartufi Bianchi

Tartufi Neri

Salse Tartufate

Farine di Tartufo

Olii tartufati

Ristorazione

 

 

Metti “Mi Piace” alla nostra pagina!

Like facebook

 

La storia del tartufo

 

Il termine tartufo deriva da terra tufule tubera. Questo titolo appare in testa ad un’illustrazione della raccolta del tartufo contenuta nel Tacuinum sanitatis, codice miniato a contenuto naturalistico risalente al XIV secolo, conosciuto in diverse versioni. Il termine tartufo nasce quindi, secondo Berti, dalla somiglianza che nel Medioevo si ravvisava tra questo fungo ipogeo e il tufo, pietra porosa tipica dell’Italia centrale. Il termine si contrasse poi in terra tufide e nei dialettali tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola. Il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia nel Seicento, ma nel frattempo la dizione volgare era già emigrata in altri paesi d’Europa assumendo varie dizioni: truffe in Francia, Trüffel in Germania, truffle in Inghilterra.
I tartufi sono abbastanza rari, ed essendo commestibili e particolarmente apprezzati in gastronomia, arrivano a costare cifre molto elevate (per alcune varietà, anche oltre 4.000 Euro al kg). Nel territorio italiano è possibile raccogliere tutte le specie di tartufo impiegate in gastronomia. Altre grandi zone di produzione del pregiato tartufo bianco oltre ad Alba sono la zona di San Miniato in Toscana, quella di Acqualagna in provincia di Pesaro-Urbino, e la provincia di Isernia in Molise. Molto più comune invece il tartufo nero, che vede in Umbria una delle zone più vocate alla sua produzione.

Il tartufo, in quanto prodotto pregiato, di nicchia, si adatta alla perfezione al modello di marketing made in Italy. Raramente viene commercializzato intero e fresco, a causa del costo esorbitante, della difficoltà di trasporto e conservazione e della caratteristica attitudine del tartufo ad essere trasformato in modo creativo. È sufficiente infatti una ridottissima quantità di tartufo per insaporire un piatto o una salsa, e l’enorme valore aggiunto della lavorazione stimola il proliferare di piccole imprese di trasformazione. Vengono preparati normalmente vasetti con tartufi interi di piccole dimensioni, e anche altri prodotti a base di tale fungo: carpaccio (ovvero a fettine molto sottili), salse pronte comprendenti in genere una base di funghi, che si prestano all’uso su crostini, bruschette, pasta di grano duro, pasta fresca o di soia, bistecche di filetto. Altre preparazioni comuni sono la grappa e l’amaro al tartufo. Gli oli d’oliva aromatizzati al tartufo sono molto richiesti, ma a causa di difficoltà insite nel processo di produzione, vengono preparati con aromi ed essenze: sono quindi prodotti meno naturali rispetto alle salse con polpa di tartufo. Alcune preparazioni particolari si stanno affermando grazie all’inventiva dei produttori, come le peschette al tartufo d’Abruzzo, preparati con pesche verdi nane, olio ed aceto.